Via normale – Pizzo Badile

Per la prima volta in assoluto, i MontaGnari si ritrovano in formazione completa al cospetto del pizzo Badile, per festeggiare l’addio al celibato di Daniele…niente spogliarelliste solo roccia e 🍺!

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I MontaGnari

Salita al rifugio Gianetti (2534m) dal parcheggio dei Bagni che si percorre in circa 3ore e 30min…sentiero tranquillo, nessuna difficoltà oggettiva e contesto magnifico ai piedi del pizzo Badile e del Cengalo.
Pomeriggio alla falesia del rifugio, facilmente raggiungibile per roccette in 15/20min, monotiri facili ma dopotutto divertenti, giusto per passare il pomeriggio. Serata allegra in rifugio con vino e brindisi per il futuro sposo.

Partenza alle 6.30 del mattino… si raggiunge la base della via normale (2900m) in poco meno di 1 ora dal Gianetti. Inizialmente pensavamo di fare la via Molteni ma abbiamo sottovalutato il fattore neve alla base della via; al momento servono gli scarponi per attraversare il nevaio ai piedi del Badile (circa 20min dalla base della normale).

02La normale inizia sulla sinistra della cresta in prossimità di un diedro dal quale pende una corda fissa blu mezza sommersa dalla neve.
Stando a destra del diedro si percorre il primo salto poi verso sinistra lungo la cresta fino al piccolo “camino” attrezzato con cordini (3 metri) che porta alla croce, da qui si percorre il piccolo diedro e poi su e giù per roccette seguendo i bolli e gli ometti fino al canale (è solo una camminata).
Si procede lungo il canale, fino in fondo, facendo attenzione a non smuovere sassi, verso la fine dello stesso ci si porta sulla sinistra, in prossimità di un cordino rosso di sosta, posto su un piccolo masso poco incoraggiante.
Da qui su dritti per la “placca” sovrastante fino a un piccolo terrazzino, poi a sinistra per una fessura rocciosa di circa 4 metri, risalita la quale si trova sia la sosta per il tiro di arrampicata (anellone) sia la sosta a spit con catena ed anello per la calata.

In teoria da questo punto iniziano due tiri di arrampicata facile, di terzo grado o poco meno, visto le difficoltà tecniche in gioco, consiglio di salire senza fare tiri di corda, come d’altronde fatto fino a questo punto. Questi ultimi cento metri di dislivello sono intuitivi, si sale stando a destra della linea di cresta percorrendo i punti più facili e tendendo sempre in vista le soste per orientarsi.
L’ultima sosta è su vecchi cordini posta a circa 15 metri sotto la piramide di vetta, da qui fino alla cima (3308m) senza percorso obbligato.
A seconda del passo e della confidenza con la roccia, i tempi possono variare molto, ma è tranquillamente fattibile in meno di tre ore.

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04Per la discesa ci sono due opzioni, la prima è di scendere per la via di salita eventualmente senza fare doppie (con molta attenzione) , la seconda è di scendere i primi due tiri di corda che ci hanno condotto in cima fino alla sosta con spit e catena. Da qui con 5 calate fino alla base, con faccia a monte la seconda sosta è sulla destra (circa 50m), la terza sulla sinistra (circa 50 metri), la quarta sulla sinistra (circa 50 metri), la quinta a circa 5 metri sulla sinistra dalla linea di calata ⚠ (55 metri!)…con l’ultima doppia ci si trova sul nevaio! Nel caso c’è un chiodo per fare un’eventuale calata sul nevaio e raggiungere le rocce sottostanti.

Il tempo della discesa è di circa 2/3 ore a seconda del numero di persone.

Bellissima salita che può rivelarsi una camminata verticale di stile, nessuna difficoltà oggettiva ma solo molta attenzione a come ci si muove. Consigliate due mezze da 60m per la discesa.

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