via Andreino, Spigolo Est Pilone Centrale, Grignetta

Panorama

I Montagnari nella formazione Roberto, Daniele, Guido si dirigono ai Piani dei Resinelli (LC) per affrontare, con accordo last-minute, la poco nota ma promettente “Via Andreino”, ovvero “Spigolo Est” al Pilone Centrale della Grignetta. Tutti i tiri aperti da Roberto.

Giornata meteorologicamente esaltante, verso sud le nubi discontinue e vaganti delle prime ore della giornata si sono via via compattate in uno strato uniforme a coprire la pianura padana, dando l’impressione, già dall’attacco, di un mare da cui alcune cime spuntavano come isole.
Verso nord, la visuale si apriva a perdita d’occhio, con l’aria di una limpidezza tale da permetterci di ammirare tutte le catene in territorio svizzero con una chiarezza difficilmente ripetibile, nonostante l’assenza dei forti venti in quota che solitamente accompagnano queste condizioni di visibilità.
La via si sviluppa lungo lo spigolo Est, risulta quindi soleggiata fin dal mattino; dal terzo tiro compreso in poi, si affronta la salita sempre seguendo lo spigolo, ma sul lato sud, godendo quindi del soleggiamento fino al termine della via.

Arrivati ai Piani dei Resinelli, ci inoltriamo nella stradina che gira a destra subito dopo la bacheca di legno con cartina della zona, posta sulla destra giungendo nella piazza del paese.
Dopo poche centinaia di metri, finito l’asfalto, abbiamo lasciato la macchina e proseguito a piedi verso ovest, per imboccare “La Direttissima”; abbiamo inizialmente seguito questo sentiero (prestare attenzione, tratti con catene, staffe e scalette metalliche), passando, dopo circa mezz’ora, a monte del gruppo di guglie comprendenti il “Fungo”; abbiamo proseguito per altri 10-15 minuti, finché, giunti al Canalone Angelina, abbiamo abbandonato la “Direttissima” e abbiamo risalito il canalone seguendo le discontinue tracce sui massi (direzione facilmente intuibile, comunque, in condizioni di buona visibilità) fino a incontrare il Sentiero Cecilia, che taglia il versante a valle delle strutture dell’area; l’abbiamo quindi seguito verso destra, incontrando due tratti attrezzati con catene: al termine del secondo, ci si infila a sinistra in uno stretto canale percorribile a piedi con precauzione; al termine del canale si trova l’attacco della via, una placca di roccia compatta delimitata a destra da uno stretto camino diagonale alla base di una bassa struttura rocciosa, e a sinistra da un’altra struttura rocciosa verticale, che forma un diedro con la placca centrale su cui si sviluppa la via; visibile il primo fittone.
Avvicinamento: 1,30 h;

ATTENZIONE: lungo il sentiero di avvicinamento, soprattutto una volta abbandonata la Direttissima, poichè si prosegue in verticale, prestare massima attenzione a non smuovere sassi, la roccia è molto fratturata ed instabile. Anche in via, nonostante la roccia si presenti quasi sempre molto compatta e in ottime condizioni, sono presenti punti in cui si richiede attenzione per presenza di brecciolino o sassi instabili.

Materiale: in via fittoni in ottime condizioni, qualche chiodo vecchio ma solido, e un friend incastrato. Soste con due fittoni. Noi abbiamo portato tutta la ferramenta, ma non sono stati necessari né friends né nuts, i tratti chiave sono ben protetti. Eventualmente si potrebbe integrare con friends dal 1 al 3.

Il primo tiro

Il primo tiro

1° tiro: tiro breve di placca appoggiata compatta, spesso di aderenza, con qualche movimento di progressione in diedro, facile ma non banale. IV+/V-; 15m.

2°tiro: si prosegue nel diedro, dove è presente qualche appoggio più netto rispetto al primo tiro, poi ci si sposta sulla placca a destra, e si ritorna verso sinistra tramite un altro corto e stretto diedro, fino alla sosta, posta in prossimità di uno stretto terrazzino molto aereo. IV+, IV, IV+; 30m.

3°tiro: semplice tratto di placca, successivo breve passaggio in strapiombo affrontabile lungo la linea dei fittoni (posti a distanza di 1-2 metri uno dall’altro, subito sotto e subito sopra il passo chiave del tiro, e della via) o circa un metro a sinistra. Richiede comunque decisione. Azzerabile staffando. Poi si raggiunge facilmente la sosta, posta in cima alla struttura. IV, V-, VI, III; 35m.

4°tiro: calata di collegamento tra la struttura finora seguita e la parte più compatta del Pilone Centrale, sempre lungo lo spigolo Est; la sosta di arrivo del tiro è ben visibile dalla partenza, trovandosi in linea d’aria a una decina di metri; sono ben visibili anche molti dei fittoni del tiro successivo. Se si sceglie di disarrampicare, passi di II; 10m.

Il quinto tiro

Il quinto tiro

5°tiro: forse il tiro più gradevole della via. Si affronta inizialmente una divertente placca che porta in un diedro caratterizzato da roccia più chiara; lo si segue brevemente, per piegare a sinistra evitando il tratto aggettante che sovrasta il diedro; appena fuori dal diedro, si sale un tratto con ampi appoggi per un paio di metri, fino ad incontrare una piccola placca più liscia ed esposta da raggiungere previo superamento di un risalto; passaggio divertente e delicato, con appoggi e tacche presenti, ma da trovare. Ci si dirige 1-2 metri verso destra, seguendo le protezioni (fittone), poi più facilmente di nuovo verso l’alto, aggirando poi brevemente sulla destra la struttura, per giungere alla sosta su un terrazzino. IV+, V+, IV+; 45m.

6°tiro: si sale su buoni appoggi fino a un tratto un pò più tecnico, superato il quale si prosegue con facilità fino alla comoda sosta; III, VI, III; 40m.

Sosta alla fine del settimo tiro

Sosta alla fine del settimo tiro

7°tiro: in comune con la Via Zucchi; si comincia affrontando una placca compatta, stretta e aerea, con facili passi; poi gli appoggi diventano più netti; si termina la via su terreno a brecciolino, assicurandosi su una roccia poco sotto la sommità della struttura; IV, III; 40m.

Dislivello: 700 metri circa l’avvicinamento; 220 metri lo sviluppo;

Tempo necessario per la via: 4,5 h.

Discesa: una volta in cima, si scende con attenzione raggiungendo la cresta Segantini, si passa una cinquantina di metri sotto la vetta della Grignetta, si prende l’evidente sentiero che porta in circa 50 minuti ai Piani dei Resinelli. Totale discesa circa 1,15 h.

In discesa sulla Segantini

Via non difficile, ma piacevole, in un ambiente spettacolare sopratutto durante la settimana con poca gente. La roccia lungo la via è pressoché solida, bisogna prestare attenzione solo in alcuni tratti senza però compromettere il piacere dell’arrampicata.

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