via Cattoalcolisti, placche sasso Bisolo, Monte Piezza

3° tiro, via Cattoalcolisti

3° tiro, via Cattoalcolisti

La via Cattoalcolisti è una salita di gran soddisfazione! Arrampicata prevalentemente di placca condita con alcuni diedrini, fessure e un risalto il tutto con pochissime protezioni in loco e con “poche” possibilità di integrare.

Dalla statale 36 si segue la strada per la Val Masino e si procede fino al centro polifunzionale della montagna di Filorera, si continua poi lungo la strada, quella che porta a Predarossa. Il Monte Piezza si vede subito sulla sinistra e con lui le sue belle placche granitiche. Si continua con la macchina per circa 10 min, fino a raggiungere l’evidente cascata sul torrente, dove in prossimità della quale, c’è un bello spiazzo sterrato dove parcheggiare.

Lasciata l’auto si scende per 150m lunga la strada e si risale il muretto a secco in prossimità del bollo rosso, da qui si segue il ripido sentiero per circa 10 min fino ad incontrare la vecchia strada, ora chiusa per un vecchia frana. Si percorre la strada asfaltata/muschiata verso sinistra (faccia a monte) si percorre il tornante e si incontra nuovamente la frana, da qui si rimonta il muro a secco e si seguono gli ometti. Si continua a salire poi lungo il sentiero non evidentissimo ma comunque la parete é subito in vista. Il tracciato si sposta da prima alla sinistra della parete e, dopo una salita, traversa verso destra portando verso la base delle placche. In prossimità di un gran masso di fronte alla parete compatta si trova la via “Ottobre Rosso”, invece pochi metri sulla destra troviamo la nostra salita, facilmente identificabile grazie al primo spit con cordino verde.

1° tiro: salire dritti verso il primo spit con cordino, poi si segue il diedrino e si procede leggermente verso destra, in prossimità del secondo spit si traversa nettamente verso destra e infine su dritti verso la sosta. [VI], 40m, 2 spit

2° tiro: salire dritti per placca fino al primo spit (parte più dura) poi leggermente a destra verso il secondo spit (entrambi sono facilmente identificabili in parete) e poi a sinistra verso l’evidente terrazzino erboso  [non confondere la sosta con quella della via sulla nostra destra entrambe su terrazzino, la nostra è quella più a sinistra e più bassa!] [VI], 35m, 2 spit

guardando verso predarossa, 3 tiro, via Cattoalcolisti

guardando verso predarossa, 3° tiro, via Cattoalcolisti

3° tiro: arrampicata simpatica, inizialmente su placca con in successione 3 spit e uno spit sul piccolo tettino. Poi via dritti sempre per placca fino alla comoda sosta [noi erroneamente abbiamo sostato sul tiro a lato, quindi la placca l’abbiamo saltata, in compenso abbiamo percorso il traverso sotto il tetto]. [VI], 40m, 5 spit

4° tiro: forse il tiro più carino, una lunga placca di 40 m che piega leggermente verso destra, gli unici fittoni che ci sono (3) sono ben in vista,     c’è la possibilità di integrare con un friend piccolo e un micro. [VI+], 40m, 3 spit

5° tiro: si procede verso sinistra lungo la placca, dopo 3 metri si può integrare nella fessura che taglia la nostra salita, poi lungo la fessura e infine su per la placca che porta alla sosta. [V+] , 35m, 2 spit

6° tiro: dovrebbe essere il tiro più duro, si procede verso destra  fino al primo spit, poi su dritti fino in sosta. [VI+],  35m, 3 /4 spit

7° tiro: tiro più facile della salita, su sempre dritti per placca pezzo centrale più difficile poi più tranquillo. [V+], 35m, 3 spit

Tutte le soste sono su fittoni o spit con relativo anello per la calata, alcune sono da collegare altre sono dotate di cordino (sembrano tutti in discreta condizione).

Discesa in doppia sulla via, con corde da 60m, da S2, si arriva direttamente alla base della via (testato!). Giunti alla base si ripercorre il sentiero a ritroso.

Materiale: necessarie due mezze corde da 60m, friend medio/piccoli ( noi abbiamo usato più spesso i micro-friend), nut (non usati) e alla partenza del 6° tiro abbiamo usato un BD n°3 .

In letteratura questa via, che è stata la prima aperta sulla parete,  è descritta come una delle più belle della Val Masino e  dotata dei caratteristici canoni “mellici”! Bisogna quindi saper gestire la distanza delle protezioni, si riesce integrare ma non eccessivamente (noi in totale avevamo al massimo 5/6 protezioni per tiro, chiodi/spit inclusi).

Comments are closed.